Mi sembra inutile parlare della trama o commentare L’idiota in generale.
Mi concentrerò su un tema che viene ripreso spesso nelle quattro parti dell’opera.
In una pagina in cui si fa riferimento a un avvocato che recita l’arringa per difendere il suo cliente, assassino di sei persone, questi dice che è ‘’naturale’’ che l’uomo, nella sua povertà, abbia agito così: chi non lo avrebbe fatto al suo posto? (p.333, Garzanti).
Ritroviamo quest’aggettivo nel racconto su un cannibale del dodicesimo secolo (p.437): intervallandosi le carestie ogni due o tre anni in media era ‘’naturale’’ ricorrere all’antropofagia. Uno di questi cannibali confessò in vecchiaia di aver mangiato nel corso della sua vita ‘’sessanta monaci e sei bambini laici’’: il commento degli astanti è che tutto ciò era a quel tempo perfettamente comprensibile e, ancora, naturale.
Ecco, il principe Myskin dice nella sua ingenuità primitiva (o anche ‘’inesperienza innata’’) che questi non sono casi particolari. Esiste una facile possibilità di incappare nell’alterazione delle idee e dei concetti, e ciò rende tale categoria di uomini non criminali, ma ancor peggio: criminali convinti di aver agito secondo giustizia. Tutto questo camuffato da idee progressiste: l’avvocato difensore dell’assassino probabilmente si considera estremamente moderno e all’avanguardia nel suo modo di interpretare la Giustizia, così come chi è presente al racconto sull’antropofago nell’interpretare la Storia.
Ma la risposta più interessante alla questione è quella di Ippolit, ventenne tisico destinato a morire fin dalla sua comparsa all’inizio del libro. Egli è condannato a morte (tema importantissimo nel romanzo e nella vita stessa di Dostoevskij), e sa che tutti quelli che lo circondano ritengono ‘’naturale’’ che egli veda negli altri lo spreco della vita. È vero, Ippolit pensa che gli uomini che conosce disprezzino la vita, ma tale sua convinzione non nasce affatto dalla breve prospettiva di sopravvivenza del ragazzo. Egli fa una metafora riferendosi a Colombo, al quale nulla importava del Nuovo Mondo, e addirittura avrebbe raggiunto il massimo della sua felicità, dice lui, tre giorni prima di avvistare terra, quando l’equipaggio in rivolta stava facendo dietrofront con la nave. ‘’Quel che importava era la vita, solo la vita[...]la ricerca, incessante, eterna e nient’affatto la scoperta!’’ Mi viene in mente questa frase detta in mezzo a una tempesta: ‘’Pensare alla Morte e al Giudizio allora? No! Non c’era tempo a pensarci! Alla Vita pensavamo!’’ (Moby Dick, p.124, Adelphi). Questo conduce Ippolit alla sua ‘’conclusione definitiva’’: che esiste sempre qualcosa di incomunicabile nel pensiero di un uomo, che le vibrazioni della nostra mente non risuonano che in parte dentro le parole che pronunciamo: tale ineffabilità è del tutto non naturale, è totalmente umana, ed è ignorata da chi rinuncia allo spirito, da quei nichilisti che, convinti di vivere finalmente liberi da vecchi pesi, atei per fretta e per superstizione. non si accorgono di aver dato origine a un mondo che si regge sulla menzogna, a quella ‘’farsa del diavolo’’ denunciata da Kirillov ne I demoni.
Ippolit (p.475) riuscirà poi addirittura a immaginare ‘’ciò che non può avere forma[...]quella forza infinita, quell’essere oscuro, sordo e muto’’: una gigantesca e ripugnante tarantola. Così è questa la Natura (e il naturale) nelle mani del progresso!
«Connaissez-vous quelque chose de plus outrageusement fécal que l'histoire de dieu et de son être : SATAN, la membrane du cœur la truie ignominieuse
RispondiEliminade l'illusoire universel qui de ses tétines baveuses ne nous a jamais dissimulé que le Néant? En face a cette idée d'un univers préétabili, L'homme n'est jusqu'ici jamais parvenu à étabilir sa supériorité sur les empires de la possibilité»
"le vibrazioni della nostra mente non risuonano che in parte dentro le parole che pronunciamo"
RispondiEliminaabbiamo già' affrontato il tema delle frasi-slogan: perdonami ma questa era troppo inspirante.
E lo slogan "Inspirante è ciò che ci fa inspirare"?
RispondiEliminaPerdonami Ale, ma il tuo refuso era troppo ispirante!
Effettivamente ho un po' teatralizzato lo stile...la verità è che davanti ai due punti non riesco a resistere!
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