mercoledì 16 novembre 2011

"54", Wu Ming

Per chi non lo sapesse, Wu Ming è un collettivo di scrittori bolognesi, che ha esordito nel 1999 (sotto lo pseudonimo Luther Blissett) con “Q”; romanzo di grande successo in Italia e all'estero. Come eventuale approfondimento, in fondo a questo post ci sono i link per il loro (ottimo) blog e per una loro breve autobiografia. “54” è il secondo romanzo del collettivo, pubblicato nel 2002, con il loro attuale nome di battaglia.

La trama è un intreccio che reclama attenzione totale, come certe vorticose sceneggiature di tarantiniana memoria. Tre storie cardinali, tre personaggi antitetici, vite che si avvicinano e infine convergono in una memorabile escalation finale. Il tutto sullo sfondo dell'anno 1954, di un dopoguerra che non accenna a terminare, e che forse non lo farà mai.

Da una parte c'è Pierre, ventenne di Bologna, alla ricerca del padre in Jugoslavia. Poi Steve 'Cemento' Zollo, gangster di Nuova York trasferito a Napoli per far da guardaspalle al più grande malavitoso di sempre, Lucky Luciano. Infine c'è un attore di Hollywood (nonché l'uomo più affascinante del suo tempo), Cary Grant, alle prese con un'inaspettata proposta per rilanciare la sua carriera.

Ma non è tutto. Le sfaccettature sono molteplici, i personaggi che accompagnano questi tre comprimari sono innumerevoli e i punti di vista continuamente ribaltati e rivisitati. Una caleidoscopica narrazione che sfrutta, come si legge sotto certe opere d'arte moderna, una 'tecnica mista': oltre al racconto narrativo ci sono raccolte di corrispondenza, documenti ufficiali, comunicati stampa. E il ritmo della scrittura dei Wu Ming è perfettamente in simbiosi con questa struttura e la accompagna con incisività; mentre il linguaggio si adatta e cambia, per colorare ogni nuova ambientazione con il giusto tono.

Tutta questa complicata costruzione riesce ad essere appassionante e coinvolgente per tutte le 664 pagine del romanzo, ma soprattutto riesce a raccontarci un pezzo di Storia, con imprevedibilità ma anche con realismo quasi ossessivo. “54” apre uno squarcio nella tela della nostra quotidianità, ricordandoci che tante delle nostre certezze e tanti dei nostri assoluti, politici e identitari, sono nati in quegli anni del dopoguerra. Erano gli anni in cui si sono cristallizzate posizioni e idee che hanno dominato i decenni successivi, e che soprattutto in Italia condizionano ancora la società. I Wu Ming ci fanno assistere da una posizione privilegiata alla nascita di una parte del nostro cosiddetto bagaglio culturale; e mai come in queste pagine è forte la sensazione che tante cose che prendiamo per scontate, sono state solo giochi d'azzardo della Storia.

Tutto sarebbe potuto andare diversamente.

O forse, tutto è davvero andato diversamente: questione di punti vista.



http://www.wumingfoundation.com/giap/

http://www.wumingfoundation.com/italiano/biografia.htm


1 commento:

  1. almeno tre volte l'ho visto in libreria, mi sono informato sul collettivo letterario, ho preso il libro sottobraccio e poi l'ho abbandonato prima della cass, perche' dicevo 'ecco, il solito attacco consumista convulsivo, non lo leggero' mai'... ora mi hai dato un buon motivo

    RispondiElimina