Volvo riprende i personaggi di un altro romanzo di Loe, Doppler: vita con l’alce. Non posso che consigliarli entrambi, perché sorprendono e divertono, ciascuno a modo suo, lasciando che il cervello continui a interrogarsi su quello che sta dietro la storia. Meritano; che vengano letti uno dopo l’altro, o a distanza di qualche mese. E merita soprattutto il cambio di stile tra i due libri. Dopo un po’ di incazzatura iniziale ma come…era così bello il primo, perché ha cambiato? verso la fine del romanzo questa scelta si apprezza molto.
A parte ciò, il libro racconta la breve vicenda di tre personaggi possibili ma improbabili, in un paese della campagna svedese. Doppler, un ex bravo marito, ex padre ed ex lavoratore alla ricerca del suo destino a spasso per i boschi (si veda il primo libro). Maj Britt, una vecchietta riottosa e con la passione per le piante che si fumano. E Von Borring, indefesso capo scout con uno storico interesse per gli uccelli. L’evoluzione della storia gioca sul continuo nonsense. Il tragicomico non manca.
Con invariata leggerezza, la vicenda è interrotta di continuo da pagine di riflessione sul rapporto autore/lettore/realtà inventata. Ai commentatori da antologia del liceo lascio fare ulteriori elucubrazioni in merito. Con sincerità io vi dico invece che questo libro mi piace proprio. Le battute sulla passione per gli uccelli di Von Borring, che non si capisce se riescano anche in norvegese oppure siano solo un guizzo del traduttore italiano, sono assicurate. Qualche esempio di genuina litigiosità tra vicini popoli scandinavi, pure. Ma il libro non è solo una riuscita trama comica. Anche se sembra prenderci per il naso fino all’ultimo, l’autore ci suggerisce molto di più. Ci spinge a riflettere sui boschi in cui viviamo, o verso i quali stiamo per incamminarci. E su come, prima o poi, bisogna tornarne indietro.