La tavola periodica è una magnifica vittoria della Scienza.
Parlo di vittoria perché spesso in me si insinua la visione dell'attività scientifica come una lotta (impari) tra l'ossessione umana per la razionalizzazione e la complessità opprimente del mondo naturale. Avevo trovato in un libro di fisica generale (mi pare fosse il mitico Halliday Resnick Krane) un piccolo paragrafo, conclusione del capitolo sull'entropia, che mi è rimasto impresso nella memoria. Gli autori, dopo aver narrato dell'ineluttabilità del Secondo Principio della termodinamica, e forse spaventati all'idea di aver così aperto un abisso nell'animo dei lettori, parlavano della capacità degli esseri umani di creare "isole" dalle quali l'entropia è scacciata; luoghi come le pinacoteche, le biblioteche e i musei, dove l'agglomerato di pensiero umano riesce a cristallizzare un poco di realtà e ad arrestarne il continuo vorticare. Questa idea dell'opera umana come contrapposizione all'agire dell'entropia mi piace, particolarmente nel caso della Scienza: ricercatrice di ordine e di interpretazioni.
La tavola periodica è una delle massime espressioni delle tendenze anti-entropiche: nella sua semplicità, universalità ed utilità.
In questo libro H.A.-W., racconta "vita morte e miracoli" degli elementi della tavola. Non è solo un modo di dire! Di pagina in pagina scopriamo quali elementi chimici ci hanno salvato la vita o ce l'hanno migliorata, non solo tramite la medicina ma anche tramite l'arte e l'architettura. D'altro canto invece, non sono poche le storie di elementi che si sono "macchiati" di innumerevoli morti, alcune spettacolari e alcune illustri. Infine, troviamo elementi dalle proprietà miracolose: capaci di risollevare le sorti di un'industria, di lanciare nuove mode e di affossarne altre, di comparire inaspettati durante un esperimento e rivoluzionare la società.
La lettura del libro è scorrevole, la scrittura limpida e senza forzature, in una buona traduzione di Daniele Didero. Lo spirito si potrebbe definire giornalistico, e non sono poche le sintonie con i migliori scrittori di resoconti di viaggi, uno su tutti Ryszard Kapuscinsky. Mentre ci racconta la storia degli elementi e delle personalità che vi ruotano intorno, H. A.-W. è appassionato e mosso da una curiosità contagiosa, che non è quella fredda e nozionistica di una certa letteratura scientifica, ma piuttosto quella vivace e colorata dell'esploratore. La formazione scientifica dell'autore (è chimico) conferisce alla scrittura una rassicurante autorevolezza, ma d'altro canto traspare anche la sua profonda cultura umanistica, ed è proprio questa versatile doppia matrice la vera forza del libro.
In modo simile alla Tavola che vuole raccontare, Favole Periodiche costituisce una magnifica testimonianza del cammino di arricchimento culturale che l'umanità ha percorso. Ne mette in luce i meccanismi più virtuosi insieme a quelli più gretti, le scoperte spinte dalle migliori intenzioni insieme alle creazioni nate per caso o per nuocere. Alla fine, il quadro complessivo ci spinge a trovare e ad apprezzare un valore intrinseco della conoscenza, a sentirci rassicurati dal suo accumulo, bastione contro il dilagare dell'entropia.
Vogliamo un estratto del libro!! :) daii! uno breve!
RispondiEliminaChiara