giovedì 8 marzo 2012

Amore liquido. Sulla fragilita' dei legami affettivi, Zygmunt Bauman



Non tutti sanno che Zygmunt Bauman e’ un grande sociologo contemporaneo, la cui teoria della vita liquida e’ in gran voga tra intellettuali e commentatori. Piu’ che per questo, in realta’, ne apprezzo l’uomo, che ha il piglio del classico vecchietto del bar sull’angolo, quello che esprime i suoi pareri non richiesti disturbando la clientela. Con uno stile agguerrito, Bauman presenta le sue osservazioni senza richiedere alcuna approvazione al lettore, mentre la sua analisi e’ guidata da una curiosita’ genuina e da una vasta cultura. E ora, il libro.
Uomini e donne contemporanei desiderano una relazione che gli sia di aiuto nei momenti di difficolta’ dell’esistenza ma, allo stesso tempo, vogliono che lo stesso vincolo sia leggero, libero, pronto a essere sostituito con uno migliore. Da questo nucleo Bauman parte per un’analisi ben piu’ vasta, ma mai banale, che spazia dalla relazione nel social network a quella tra migrante e ospitante al giorno d’oggi. In questo libro, per la scientificita’ dell’analisi, Bauman e’ un chirurgo che seziona e ci mostra i diversi tessuti dell’organismo sociale umano. Il punto di vista non annoia mai. Tante volte viene da dire ma perche’ non ci avevo pensato prima?
Il saggio e’ quindi molto interessante, ma ne’ di immediata comprensione ne’ organico. La prima osservazione e’ personale - ho dovuto leggerlo due volte - mentre la seconda e’ dell’autore stesso, come afferma nell’incipit del libro, data la vastita’ del tema trattato. Tuttavia e’ una lettura che merita. Se questo studioso ultraottantenne e’ tanto incuriosito dal mondo da avventurarsi alla sua eta’ in Twitter, non possiamo fare anche noi un piccolo sforzo a buon rendere per riflettere su come viviamo?